Mi ha scritto Marvin Vettori per imparare l'IA
7 mag 2026

Marvin Vettori mi ha scritto alle 7:52 del mattino. Voleva imparare l'IA.
Marvin Vettori, per chi vivesse sotto una roccia, è uno dei migliori pesi medi italiani della UFC.
540.000 follower su Instagram. Spunta blu verificata.
Uno che ha tirato pugni in faccia a Israel Adesanya per il titolo mondiale, che si allena sei ore al giorno, che pesa il pollo prima di mangiarlo.
Uno che vive di pugni, non di reel.
E il 2 aprile, alle 7 e 52 del mattino, mi è arrivato il suo messaggio:
"Ariele voglio imparare l'AI"
"Come mi muovo?"
Ora.
Probabilmente starai pensando che gli ho risposto subito tutto pimpante, tipo "ciao Marvin, eccoti il link, benvenuto a bordo".
E invece no, perché ero in palestra anch'io e ho letto il messaggio solo due ore dopo.
Ma la cosa che mi ha fatto pensare per giorni non è stato il fatto che mi avesse scritto Marvin Vettori.
Ormai succede con una certa regolarità che mi scrivano persone che pensavo non sapessero neanche della mia esistenza.
La cosa che mi ha fatto pensare è il momento storico in cui questo messaggio mi è arrivato.
Stiamo parlando di un fighter professionista UFC.
Uno che potrebbe pagare un'agenzia 5.000 euro al mese e fregarsene del resto.
Uno che con il suo nome e i suoi follower potrebbe assumere chiunque per fargli i contenuti.
E mi scrive lui, alle 7:52 del mattino, chiedendomi come si impara l'IA.
Perché?
Te lo spiego io.
L'IA per i contenuti non è più una scelta. È diventata una necessità per tutti.
Non sto parlando dell'IA che ti scrive le mail o che ti insegna come fare la carbonara.
Sto parlando dell'IA che ti permette di produrre video, reel, short e pubblicità in un decimo del tempo e a un decimo del costo rispetto a 2 anni fa.
E sto parlando del fatto che oggi, nel 2026, se non stai imparando a usarla per produrre contenuti, sei come uno che nel 1996 si rifiutava di imparare a mandare le mail.
Hai presente quella gente lì?
Quella che diceva "io ho la segretaria, non mi serve il computer".
Quella che diceva "il fax basta e avanza".
Quella che oggi ha 70 anni e non sa accendere lo smartphone.
Ecco.
Il fatto che Marvin Vettori, uno che potrebbe permettersi di non pensarci mai, abbia deciso che era il momento di muoversi è il segnale più forte che potevi ricevere.
Se serve a lui, capisci che il treno sta passando.
Voglio che tu faccia un esercizio veloce, prima ancora di continuare a leggere.
Apri Instagram.
Vai sul profilo di tre brand italiani, quelli che ti vengono in mente, fa lo stesso quali e guarda quanti contenuti hanno postato negli ultimi 7 giorni.
Ti aspetto.
Fatto?
Quasi sicuramente la risposta sta tra "uno al giorno" e "due al giorno".
Adesso fai lo stesso esercizio sui profili di tre piccole aziende che conosci di persona il tuo barbiere, la pizzeria sotto casa, il negozio di sport del paese.
E noterai una cosa.
Le piccole aziende italiane sono ferme.
Pubblicano una volta a settimana, spesso una volta ogni due settimane, e il contenuto è quasi sempre uno scatto fatto con l'iPhone, una foto del piatto del giorno, una scritta in Canva.
Il problema lo sentono.
Lo sentono talmente forte che è ormai diventato uno dei discorsi più frequenti che senti tra imprenditori di provincia: "dobbiamo fare i social ma non sappiamo come, non abbiamo tempo, non abbiamo nessuno".
Mentre dall'altra parte, c'è il fighter UFC che si sveglia alle 7 di mattina e capisce che deve imparare l'IA.
In mezzo c'è una voragine.
E in quella voragine, qualcuno deve infilarsi.
I numeri di un mercato che cambia faccia ogni sei mesi.
Lasciami buttare lì un dato che ti farà capire dove siamo.
Il mercato dell'intelligenza artificiale in Italia, nel 2025, valeva 1,8 miliardi di euro.
Crescita del 58% rispetto all'anno prima. (fonte: Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano)
Sto parlando di soldi veri che girano dentro al perimetro nazionale.
Il 71% delle grandi imprese italiane ha già avviato almeno un progetto di IA.
Ma il dato che dovrebbe interessarti tu, che probabilmente non sei una grande impresa, è un altro:
meno del 10% delle PMI italiane ha integrato l'IA nei propri processi.
Sai cosa significa quel 10%?
Significa che il 90% delle piccole e medie aziende italiane non ha la più pallida idea di come usare questi strumenti.
Significa che il 90% delle piccole e medie aziende italiane sta cercando (o cercherà nei prossimi 18 mesi) qualcuno che gli faccia il lavoro.
Tu vuoi essere quella persona.
E lo dico senza giri di parole: è la posizione di mercato più ovvia degli ultimi 10 anni e nessuno ne sta parlando.
Ti dico una cosa che vedo ogni settimana nella mia accademia.
Le aziende italiane stanno cercando questa figura come l'aria.
Personalmente ricevo 30-40 richieste al mese da aziende che cercano content creator capaci di usare l'IA.
E ne rifiuto la maggior parte perché non ho abbastanza persone formate da assegnargli.
Lo dico ai miei studenti tutte le settimane: il problema non è trovare le aziende, il problema è formare abbastanza persone capaci di servirle.
Mentre tu stai leggendo questo articolo, c'è gente più o meno della tua età che si sta facendo 1.200, 1.500, 2.000 euro al mese in più con questa competenza.
Sono persone normalissime che hanno semplicemente capito prima di altri che il treno stava passando.
E sono saliti a bordo prima che diventasse pieno.
Marvin nell'accademia: come è andata.
Torniamo a Marvin.
Gli ho risposto, ho capito cosa cercasse di preciso, ed è entrato in accademia.
Poco tempo dopo mi ha mandato un video feedback in cui racconta come si è trovato.
Non te lo riporto parola per parola perché è la sua opinione personale e non è giusto trasformarla in slogan pubblicitario.
Ma il succo è semplice: anche per uno che vive di pugni, un po’ di studio mirato fa la differenza tra "non capisco niente di questa roba" e "adesso so esattamente come muovermi".
Solo il fatto che se segui un percorso fatto bene, in poche settimane impari quello che da solo, scrollando tutorial gratis su YouTube, non impareresti in sei mesi.
E se sei arrivato fino a qui, probabilmente hai capito due cose.
Una, che la finestra esiste e si chiuderà.
Due, che imparare questa competenza non è qualcosa che succede da solo guardando 47 reel di guru su Instagram.
Servono gli strumenti giusti, un percorso strutturato, e un primo cliente che ti permetta di iniziare a fatturare invece di restare per altri sei mesi a "studiare".
Ho preparato una videoguida gratuita in cui spiego esattamente come funziona, e quanto realisticamente si può guadagnare nei primi mesi.
La trovi qui sotto. Te la guardi se ti interessa, e poi decidi tu.


